Il primo periodo romano (2000-2006)

L’archivio Ersoch è stato individuato nell’ambito del censimento degli archivi privati degli architetti dal 1870 al secondo dopoguerra, conservati a Roma e nel Lazio, realizzato dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio sin dalla fine degli anni ‘90, in collaborazione con la facoltà di Architettura dell’Università Sapienza e l’Ordine degli Architetti di Roma 90. 
Le vicende dell’archivio sono state particolarmente complesse in quanto, per questioni ereditarie, l’originario complesso era stato diviso arbitrariamente in due parti, una di proprietà di alcuni eredi residenti a Firenze e conservata presso lo studio del prof. arch. Racheli (autore di alcuni fondamentali studi su Ersoch tra cui la voce nel Dizionario Biografico degli Italiani¹), l’altra appartenente ad altri eredi residenti a Roma, compromettendo così l’unitarietà e completezza, come talvolta si verifica per gli archivi privati non dichiarati.
Dopo alcuni sopralluoghi presso la sede di conservazione, con il decreto del 16 marzo 2000 è stato emanato il provvedimento di dichiarazione di interesse storico dell’archivio in quanto, come scritto nella motivazione, “testimonia l’opera di una delle figure più rappresentative dell’architettura a Roma nella seconda metà dell’800, ricoprendo importanti cariche all’interno dell’amministrazione capitolina”.  

Nel 2005, grazie ai finanziamenti assegnati dalla Direzione Generale Archivi, sono stati curati interventi di riordinamento e inventariazione e di riproduzione di oltre 400 disegni (quest’ultimo intervento è stato realizzato dal laboratorio di riproduzione dell’Archivio di Stato di Rieti), al fine di consolidare la sistemazione dell’archivio prima del trasferimento a Firenze, in considerazione dell’importanza dell’archivio e del profondo legame del progettista con la città di Roma.
L’intervento di riordino e inventariazione, affidato ad un incaricato esterno dotato di specifica esperienza in questo settore, l’architetto Tommaso Dore, con il coordinamento della Soprintendenza, ha avuto un ruolo essenziale per la conoscenza dell’archivio, di particolare complessità in quanto contenente documenti di varia tipologia, carteggi, fotografie e disegni sia di Ersoch sia di vari architetti e ingegneri, probabilmente da lui ereditati o acquistati durante l'arco della sua vita, tra cui Gaetano Gnassi, Luigi De’ Cambray Digny, Antonio Debernardi, Virginio Vespignani, Bonaventura Argentiere, Pelagio Palagi e, infine, disegni non attribuibili e di soggetto non identificato. 

Gli esiti del lavoro sono confluiti nell’inventario che ricostruisce la struttura del fondo articolata in tre serie archivistiche corrispondenti alle tipologie documentarie presenti: “Elaborati grafici”; “Corrispondenza, atti vari e materiale a stampa”; “Fotografie”, con le rispettive sottoserie. In ogni serie sono elencate in ordine cronologico (collocando in fondo quelle senza data) le relative unità archivistiche (in prevalenza corrispondenti ai progetti) che, a loro volta, contengono le diverse unità documentarie (intese come singoli disegni, documenti, fotografie). 

In particolare, la serie dei disegni, nucleo focale del fondo, è suddivisa in tre sottoserie:  

1) Progetti di Gioacchino Ersoch [1850-1891] – 153 elaborati grafici afferenti a 26 progetti.   

2) Progetti identificati di autori diversi [1800-1869] – 62 elaborati grafici afferenti a 26 progetti.  

3) Disegni architettonici relativi a progetti non identificati [s.d.] – 279 elaborati grafici e 1 album di disegni afferenti a 26 unità archivistiche.

Dall’inventario è possibile ripercorrere la testimonianza dell'attività svolta dal 1850 al 1890, con un’ampia panoramica dei vari ambiti progettuali, dagli edifici pubblici all’edilizia residenziale, dai primi lavori, tra cui quelli in Campidoglio (1850-1884) e il primo Stabilimento di pubblica mattazione di Porta del Popolo (1851-1876), agli interventi di ristrutturazione su edifici residenziali nel centro storico (casa Antonini in via della Vite, palazzo Fiano, palazzo Antonini e palazzo Topi in via del Corso, palazzo Mereghi in via Fontanella di Borghese, palazzo Romualdi in via della Scrofa), ai progetti successivi a Roma capitale, come quello per il Parlamento in Campidoglio, i lavori al Pincio e gli allestimenti temporanei per varie celebrazioni e ricorrenze. 

Individuazione del secondo nucleo: si ricompone un quadro unitario dell’archivio.

Nel novembre 2024, la Soprintendenza ha ripreso l’attività al fine di intercettare il nucleo romano di documentazione per ricomporre l’unitarietà dell’archivio, condizione essenziale per futuri sviluppi di studio e altre possibili iniziative.
Ristabiliti i contatti con le eredi Emanuela e Verena Ersoch, figlie di Gianfranco (venuto a mancare nel 2019) ed effettuata una preliminare ricognizione della documentazione, costituita da materiali molto vari per tipologia e contenuto (disegni, fotografie, stampe, carteggi, opuscoli a stampa), è stato redatto un elenco sommario.
La proposta di decreto di dichiarazione presentata alla Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale del Lazio ha avuto esito con il decreto del 28 febbraio 2025. Nelle motivazioni del provvedimento viene messo in risalto il notevole rilievo del complesso documentario in quanto testimonianza dell’attività dell’architetto e come essenziale integrazione del nucleo già dichiarato nel 2000 per le evidenti connessioni tra diversi progetti, aspetto opportunamente evidenziato, in una prospettiva di recupero dell’originaria completezza dell’archivio. 

Grazie alla sinergia e collaborazione tra diversi soggetti (le Soprintendenze archivistiche e bibliografiche del Lazio e della Toscana, il Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre) sono in corso le procedure per il prospettato conferimento di entrambi i nuclei al Dipartimento di Architettura dell’Università degli Studi Roma Tre, che ha manifestato interesse per l’acquisizione dell’archivio, nella prospettiva di approfondire lo studio e la ricerca scientifica sulle testimonianze documentarie, nonché la loro fruizione e valorizzazione. 

 

¹ A.M. RACHELI, Primi risultati dell'ordinamento dell'archivio dell'architetto romano Gioacchino Ersoch (1815-1902), in «Architettura Storia e Documenti», 1/2, 1989, pp. 117-147. 
Id, I disegni di architettura dell'archivio di Gioacchino Ersoch: due progetti inediti per l'ampliamento del mattatoio di piazza del Popolo, in «Bollettino della Facoltà di Architettura
dell'Università di Roma», 19-20, 1978, pp. 11-23; Id, Ersoch Gioacchino, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 43 (1993).