La vita

Gioacchino Ersoch (Roma, 6/07/1815 - 12/06/1902), proveniente da una famiglia di origini svizzere, ottiene la patente di architetto nel 1838. Nel 1848 entra nell'organico dell'Ufficio Edilizio del Comune di Roma prima come architetto supplente, poi nel 1859 come architetto effettivo, infine dal 1880 con il ruolo di architetto capo della Divisione III "Architettura" e dell'Ufficio V "Edilità e Lavori pubblici". Nel 1889, collocato a riposo, è nominato architetto emerito del Comune di Roma.   

Nella sua attività professionale Ersoch si dedica all’architettura privata, all’arredo urbano, alle cosiddette architetture effimere (macchine pirotecniche in occasione di festività e ricorrenze), ma nell’architettura pubblica risiede il suo più grande lascito: i mattatoi di Porta del Popolo e Testaccio, il mercato di San Teodoro, la ristrutturazione del Teatro Argentina, gli interventi nel giardino del Pincio e nel cimitero di Campo Verano sono opere che hanno contribuito a delineare la fisionomia della città di Roma.