Il soggiorno fiorentino (2006-2025)

Il soggiorno fiorentino del nucleo più consistente dell’archivio, inizia il giorno 24 gennaio 2006, data in cui viene trasferito a Firenze, per volontà degli eredi residenti nel capoluogo toscano.

Col cambio di sede, da Roma a Firenze, le competenze, in materia di vigilanza, tutela e valorizzazione del bene, passano, ovviamente, dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio a quella della Toscana che, da allora, grazie ad una costante vigilanza su quell’importante patrimonio, e grazie ad una fattiva collaborazione con i proprietari, garantisce fin da subito una corretta azione di conservazione e custodia, nonché di protezione delle carte.
La prima importante iniziativa messa in atto dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana, già nella primavera del 2007, è stata quella di inserire l’archivio Ersoch nella Guida agli archivi di architetti e ingegneri del Novecento in Toscana, a cura di Ghelli C. e Insabato E., Firenze, Edifir, 2007, pp. 173-175, che era in via di pubblicazione.
Altre azioni rivolte al bene culturale in oggetto hanno riguardato sia la conservazione, con la promozione di interventi di restauro necessari al ripristino di alcune piante e progetti (2016), sia la promozione, grazie all’autorizzazione al prestito di elaborati grafici per la mostra A passo di carica. Murat, re di Napoli tenutasi presso il Palazzo Reale di Napoli, nel periodo maggio-settembre 2015.
La Soprintendenza, inoltre, ha collaborato costantemente alla consultazione della documentazione da parte degli studiosi, italiani e stranieri, e si è recata più volte presso il luogo di conservazione, per effettuare ricognizione delle carte e riscontri vari, adoprandosi anche, nello specifico, all’ordinamento del materiale e alla sua disposizione sui ripiani.

In conclusione, possiamo dire che durante il suo soggiorno fiorentino, l’archivio di Gioacchino Ersoch è rimasto, per quasi due decenni, sempre ben custodito e vigilato, posto in un apposito locale, dotato di scaffali idonei per la collocazione del materiale documentario, nonché di un tavolo utilizzato per le consultazioni.
E’ giunto però il tempo che la documentazione prodotta e raccolta da Giacchino Ersoch faccia rientro a casa e torni là da dove è partita. Nel settembre del 2025, infatti, grazie all’azione congiunta degli attuali eredi, delle Soprintendenze archivistiche e bibliografiche del Lazio e della Toscana, nonché dell’Università degli Studi Roma Tre, il materiale proveniente dalla casa fiorentina è tornato a Roma. L’archivio Ersoch ha salutato Firenze dal balcone della casa che si affaccia sul Lungarno, e ha fatto ritorno nella città natale dove è stato accolto in una nuova e definitiva dimora, addirittura presso l’ex Mattatoio di Testaccio, progettato da Ersoch stesso nel 1888, e considerato il suo capolavoro.