Le opere realizzate da Ersoch per il comune e per i diversi committenti privati, appartengono a molteplici tipologie progettuali. Una delle più interessanti è quella legata all’arredo architettonico per il verde. Due giardini, in particolare, spiccano per la valorizzazione pittoresca basata sull’introduzione di casine e arredi di tipo eclettico: i giardini del Pincio e quelli della suggestiva e aristocratica villa Wolkonsky. I primi costituiscono un luogo di pubblico incontro tra i più caratteristici della nuova capitale italiana, mentre i secondi danno vita ad un incredibile un’unità visiva tra giardino, antica rovina, città e Campagna Romana.
Un aspetto importante dell’Ufficio Tecnico del Comune di Roma, per il quale Ersoch lavora a lungo, è quello della progettazione di elementi di arredo urbano per il decoro della città e per l’illuminazione pubblica, un settore di cui bisogna considerare l’incredibile sviluppo dell’epoca: nella seconda metà dell’Ottocento si è assistito al passaggio dall’alimentazione a olio a quella a gas e la fine del secolo è caratterizzata dall’avvento dell’energia elettrica. Nell’Archivio Storico Capitolino sono conservati tre progetti sull’arredo urbano di Ersoch: due riguardano candelabri per l’illuminazione pubblica e un terzo disegno raffigura la cancellata metallica posta alla base della scalinata della basilica di Santa Maria dell’Ara Coeli, da cui è stata rimossa nel 1928. La meticolosità di Ersoch nel curare tutte le fasi del lavoro, dando importanza alla qualità oltre che alla funzionalità del prodotto, si evidenzia nel progetto del candelabro realizzato in ottone verniciato color oro per la Sala dei matrimoni sul Campidoglio, resosi necessario per consentire la celebrazione dei riti nelle ore serali.